Una pista tutta nuova per lo storico PalaMarrone
Il PalaMarrone s’è rifatto la pista. La pavimentazione dello storico Palazzetto dei marmi – per tutti il Palamarmi, nato come padiglione fieristico negli anni ’50 e votato all’hockey su pista e al pattinaggio fin dagli anni ’70 – accusava da tempo il peso del tempo. Aveva più di 40 anni: infatti era stata posata nel 1982, quando l’impianto venne ristrutturato e potenziato per ospitare i campionati europei juniores di hockey pista, fortemente voluti da Giovanni Silvani. I restyling del 2002, a cui seguì l’intitolazione a Mauro Marrone, e poi del 2021, con la messa a norma delle tribune e degli impianti elettrici, avevano migliorato la funzionalità degli spazi sportivi e per il pubblico, ma la pista di pattinaggio non era più stata modificata, se si eccettua la periodica stesa di resina superficiale per contenere lo scivolamento.



LA PROGETTAZIONE Con l’avvio della nuova concessione per la gestione dell’impianto, assegnata dal Comune di Pordenone nel 2023 al Raggruppamento temporaneo composto da ASD GS Hockey Pordenone e ASD Pattinaggio Artistico Pordenone, ci siamo messi in cerca di finanziamenti. Abbiamo avviato un gruppo di lavoro, stimolato dalla determinazione di Andrea Moro, già dirigente sportivo e titolare dell’Impresa Moro srl, e guidato dall’arch. Roberto Bove dello Studio SET di Pordenone e dal p.i. Dario Feletto dello Studio Associato Progetto Impianti. Grazie a loro abbiamo confezionato un progetto con cui andare in cerca di finanziamenti pubblici: nell’estate del 2024 la Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia ci ha assegnato due contributi a fondo perduto per la manutenzione di impianti sportivi, per un totale di circa 235.000 euro. Un anno di preparativi e il 16 giugno abbiamo inaugurato il cantiere, che in meno di tre mesi doveva garantire la ripresa regolare delle attività sportive.





LA PISTA Due erano le priorità: il rifacimento integrale della pavimentazione e la messa a norma della recinzione. Per quanto riguarda la pista, è stato necessario demolire le piastrelle e la caldana ormai logora, fino a riportare alla luce la storica pavimentazione rossa – che ha risvegliato negli ultracinquantenni presenti nel cantiere memorie di partite di pallacanestro e hockey del secolo scorso e interminabili sessioni di obbligatori di pattinaggio. La vera sfida tecnologica è stato il nuovo getto, che ha richiesto uno studio su misura ai tecnici di SuperBeton, in stretta collaborazione con Mapei: 800 metri quadrati di superficie unica e jointless (ovvero senza giunti intermedi), 160 metri cubi di calcestruzzo, 16 betoniere, centinaia di metri di armatura in ferro, un impasto in grado di reggere la sfida dell’intenso calore estivo e dei tempi serrati di maturazione. La superficie è stata elicotterata, finita con la tecnica del fresco su fresco con spolvero al quarzo e, ad asciugatura completata, trattata con silicato di litio.
LA RECINZIONE Il budget a disposizione non consentiva la sostituzione integrale della pur solida balaustra originale, che tuttavia andava necessariamente rinforzata per sostenere la nuova configurazione della pista e per essere adattata alla nuova quota del getto e alle più recenti prescrizioni sportive. Sono stati tagliati i pali che reggevano le vecchie reti di protezione (prescrizione per il pattinaggio artistico), coperte le vecchie griglie (ormai bandite per ogni sport) con pannelli di policarbonato e legno, e adattati e ripristinati i legni battipiede.
RINFRESCATA GENERALE A margine degli interventi sulla pista, abbiamo colto l’occasione anche per ripitturare le pareti interne dell’area di gioco, degli spogliatoi, dei magazzini e dei servizi, a cui è seguita una pulizia a fondo di ogni superficie grazie agli splendidi volontari dell’Hockey Pordenone. Sono stati anche adeguati alcuni impianti elettrici ed è stato rinforzato lo scivolo di accesso per il superamento delle barriere architettoniche.
RINGRAZIAMENTI Sono stati 76 giorni di impegno, incertezze e soluzioni creative, a cui decine e decine di persone hanno contribuito con passione, professionalità e disponibilità molto superiori a qualunque inquadramento formale. Insieme abbiamo sconfitto il caldo esagerato, gli ostacoli tecnici, le difficoltà amministrative e tutte le incertezze che inevitabilmente contraddistinguono un intervento così complesso.
Sentiamo pertanto la necessità fare alcuni ringraziamenti:
- ad Andrea Moro, perché senza il suo cuore grande e la determinazione incrollabile non saremmo partiti e forse non saremmo arrivati a destinazione;
- a Dario Feletto, che ha preso un’idea candida e, dimostrando sempre niente meno che fiducia e serenità, per primo ci ha aiutati a trasformarla in un progetto vero;
- a Roberto Bove, che ha raccolto un invito accorato e ci ha condotto per mano con pazienza ed esperienza nelle rapide e nei canyon di quest’avventura;
- alll’Amministrazione comunale di Pordenone, all’Assessore allo Sport Elena Ceolin, all’Assessore precedente Walter De Bortoli, al personale dell’Ufficio Sport e a quello dell’Ufficio Manutenzione Impianti, per aver dato fiducia al nostro Raggruppamento e agevolato la realizzazione di quest’opera di manutenzione straordinaria;
- alla Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia per il contributo determinante, ovvero il finanziamento delle opere, che dimostra sensibilità e attenzione per il nostro patrimonio impiantistico sportivo;
- all’Ufficio Impianti Sportivi di Skate Italia-Federazione Italiana Sport Rotellistici, per l’assistenza e le indicazioni propedeutiche alla riomolgazione della pista;
- all’Impresa Moro Srl, con Paolo Moro, Flavio Moro, Claudio Dradi e tutti i collaboratori, che hanno organizzato e gestito con generosità il cantiere, e curato anche gli interventi edili;
- a SuperBeton Spa, che ha dedicato al nostro caso piuttosto complesso tutto lo studio e l’attenzione che richiedeva, e che ha saputo gestire ogni difficoltà con tempestività e professionalità;
- a Marjan Simoni e Dritan Simoni, per le tinteggiature, la disponibilità e il buon umore;
- ad Achille Zanetti per le fondamentali e risolutive saldature;
- a Giuliano De Nardo per i consigli lungo tutto il percorso e per il trattamento finale della pista;
- a Florindo D’Andrea e ai suoi collaboratori per la perizia e la rapidità negli scavi;
- alla ditta Sartori Srl per i tracciamenti delle segnature sportive;
- alla ditta Servizi Casa Srl per i lavori di falegnameria;
- ai consiglieri, ai dirigenti e ai volontari tutti dell’ASD GS Hockey Pordenone, e in modo particolare a quelli che si sono alternati con disponibilità e costanza straordinaria nell’assistenza al cantiere, Gennaro Scatozza, Ricardo Jorge ed Efrem Zanier, e poi nel ripristino della struttura per i nostri soci e atleti, ma anche per tutti gli altri frequentatori, Simona Tisot, Francesca Pizzutto, Elisabetta Stolf, Marianna Pizzutto, Francesco Pasut, Mario Cortes, Luca Del Savio, Alessandra Zamuner, Leonardo Bucciol, Giacomo Bucciol, Enrico Pavanello, Luigi Pizzutto, Mauro Zandonà, Federico Pasut, Giulia Pasut, Patrick Grizzo, Lukas Feletto, Emanuele Bortolus, Josias Pavanello, Francesco Bucciol;
- al Consiglio direttivo dell’ASD Pattinaggio Artistico Pordenone, per aver sopportato i disagi connessi alla sospensione delle attività sportive;
- e ai cittadini di Pordenone, che ci hanno affidato con fiducia un bene collettivo ricco di storia e di passioni e a cui restituiamo oggi un contenitore a disposizione per altri 50 anni di storie esaltanti, non soltanto sportive.

