Si va agli spareggi, Enrico!
L’Hockey Pordenone è matematicamente qualificato agli spareggi nazionali, al termine di una stagione regolare che – a una giornata dalla fine – lo vede al secondo posto con 19 punti in 9 partite, alle spalle del Recoaro (21) e davanti al Roller Bassano (16). Un margine che non esclude ancora la prima posizione finale e che è stato costruito anche grazie al vantaggio negli scontri diretti con il Roller Bassano, che potrebbe rivelarsi decisivo.
Le ultime giornate serviranno a definire gli accoppiamenti degli spareggi. La formula prevede tre concentramenti nazionali (9 o 10 maggio, in sede da assegnare) che mettono insieme le migliori dei diversi gironi: le prime due dei gironi C, D (il nostro) ed F e le seconde e terze dei gironi A, B ed E. Noi siamo abbinati al girone B (Emilia Romagna-Marche), dove sono ancora in corsa Scandiano, Correggio e Modena: la prima del nostro girone affronterà la terza del B, la seconda incontrerà la seconda del B. A fine giornata, le due squadre vincenti si giocheranno l’accesso alla Final Six promozione (15-17 maggio), dove incontreranno le prime classificate dei gironi A, B ed E e alle altre vincitrici degli spareggi. Da lì, girone all’italiana di sola andata e promozione in A2 per le prime due classificate.
Come ci siamo arrivati
Il nostro percorso fin qui è stato solido, più per continuità che per strappi. L’avvio di gennaio, con il 5-1 su Sandrigo, ha dato subito l’idea di una squadra pronta, capace di indirizzare le partite senza forzature. La successiva trasferta di Recoaro (6-3) ha segnato un passaggio importante: una sconfitta che ha fatto emergere il livello della capolista, ma anche una base già competitiva su cui lavorare.
Da lì in avanti il Pordenone ha costruito la propria stagione restando sempre dentro le partite. Il pareggio di Bassano (2-2) a inizio febbraio, contro una diretta concorrente, ha confermato l’equilibrio del girone. La larga vittoria con Montebello (10-5) e il successo a Thiene (1-3) hanno dato continuità, ma senza mai dare la sensazione di un dominio scontato.
La differenza si è vista soprattutto nella gestione dei momenti. A marzo, la vittoria su Sandrigo (2-5) ha consolidato la posizione, mentre la sfida con Recoaro (3-4) ha ribadito quanto fosse ridotto il margine tra le due squadre. Il passaggio chiave è stato il successo interno contro il Roller Bassano (4-3): una partita equilibrata, contro un avversario diretto, vinta con lucidità.
L’ultima trasferta, contro il Montebello (5-6), è stata forse la fotografia più fedele della stagione: partita gestita, poi complicata, e infine ripresa nel finale. Non sempre lineare, ma capace di restare dentro la gara fino in fondo e di trovare le soluzioni necessarie.
La classifica del Girone D aiuta a leggere questo percorso. Il Recoaro ha avuto qualcosa in più sul piano offensivo, ma il Pordenone ha costruito il proprio risultato su equilibrio e continuità, restando competitivo in tutti gli scontri diretti e limitando i passaggi a vuoto.
Un risultato di squadra
Dentro questo percorso c’è prima di tutto la guida di Enrico Zucchiatti, capocannoniere gialloblu con 25 centri in stagione. Ha provato a distribuire responsabilità e ad allargare le soluzioni della squadra, riuscendoci a tratti, ma restando il riferimento quando la partita entra nelle fasi decisive. La sua presenza, tecnica e mentale, ha inciso in modo costante, così come la capacità di trascinare il gruppo e di tenere alto il livello anche nei momenti meno lineari. Ha il grande merito di spingere l’intero ambiente pordenonese a puntare sempre un po’ più in alto di quanto sembra possibile.
Accanto a lui, Federico Pedroni ha dato stabilità tra i pali per tutta la stagione. Le sue prestazioni hanno spesso tenuto in equilibrio partite complicate, offrendo sicurezza alla squadra e permettendo di costruire con maggiore fiducia. In difesa, Tommaso Castiglioni ha garantito struttura e affidabilità, riuscendo a pungere con regolarità in attacco nei momenti in cui l’avversario meno se lo aspetta (15 le reti a suo nome). Simone Sergi, con il suo approccio generoso e concreto, è stato un riferimento soprattutto nelle partite più tese, capace di dare equilibrio quando il contesto si faceva più caotico.
Nel reparto offensivo e nelle rotazioni, Enrico Colli ha rappresentato una delle presenze più risolutive: ha segnato in ogni partita (14 i centri tra Coppa Italia e Campionato) con costanza notevole e quasi sempre nei momenti decisivi, quando la concentrazione della squadra vacillava. Enrico Sergi (11 reti) ha attraversato una stagione meno continua rispetto alle sue possibilità, ma resta un giocatore con qualità tecniche che possono risultare determinanti nella fase degli spareggi. Niccolò Bottarelli (6 reti) ha avuto un impatto iniziale molto positivo, portando energia e soluzioni, per poi attraversare una fase più complessa nel corso del campionato: il potenziale resta e potrà essere una risorsa importante.
Giovani emergenti
Il lavoro sui giovani continua a essere uno degli elementi più significativi del progetto. Andrea Volpi (classe 2011), al primo anno in Prima squadra, ha già trovato spazio con continuità, mostrando personalità e visione di gioco. Anche Patrick Grizzo (2010) ha dato segnali concreti, trovando tra l’altro anche la sua prima rete tra i Seniores. Lukas Feletto (2010), tra i pali, si è fatto trovare pronto nelle occasioni in cui è stato chiamato in causa, confermando un percorso di crescita costante e decisamente promettente. Emanuele Bortolus (2009), animato da passione ed entusiasmo coinvolgenti, non ha mancato di fare una buona impressione, quando ne ha avuto la possibilità, così come Josias Pavanello (2010).
Insieme a loro, va elogiato il contributo di chi ha contributo a pieno titolo a questo percorso durante la settimana, come Flavio Moro, Alba Lodesani, Federico Pasut e Alessandro Cortes, vicino al rientro dopo una prolungata pausa per motivi di studio. Così come è stato fondamentale il contributo dello staff, con Mario Cortes al fianco di Zucchiatti e i dirigenti Efrem Zanier e Gennaro Scatozza a garantire continuità e supporto.
La qualificazione agli spareggi è il risultato coerente di quanto costruito fin qui. Resta l’ultima partita al PalaMarrone, contro il Thiene, e poi inizierà una fase diversa, dove ogni episodio peserà di più.
Il percorso però è chiaro. E le basi ci sono.

